A cura di R. Agnone

Marcello Martini ebbe il suo periodo di maggior fortuna tra le due Grandi Guerre. Pur condizionato dallo spirito dell’epoca rimase un artista isolato con un percorso personale che a volte incrociò le ricerche di altri gruppi a lui contemporanei.
Marcello Martini partecipò al clima di ritorno all’ordine che si manifestò dopo la Seconda Guerra Mondiale . Le sue opere infatti sono già dalla fine degli anni trenta del Novecento recuperano la figura.
In generale le figure dipinte da Martini sembrano astratte e sospese e sono caratterizzate da una grande solidità dei volumi. I disegni inoltre presentano una notevole sintesi formale e le figure risultano quasi geometrizzate.
Marcello Martini diede molta importanza ai valori plastici che ottenne con l’utilizzo del colore tonale. Per questo nei suoi dipinti il colore in qualità di resa luministica e il segno sono assenti.
L’illuminazione riprodotta nelle scene è spesso artificiale e quindi non è di tipo realistico. Infatti Martini spesso non mostra il punto di provenienza della luce. L’effetto nei suoi dipinti è quello di un mondo sospeso, raggelato e senza tempo.
Marcello Martini era un artista solitario, non comune, inedito. Per quanto amato in vita come artista, con l’arrivo della Grande Guerra e nei decenni successivi fino ad oggi, fu dimenticato: il suo gusto risultava, già allora, eccessivamente classico davanti allo scoppiare dei movimenti avanguardisti (Futurismo, Dadaismo, Surealismo) e alla novità estetica, simbolica e di concetto dei loro linguaggi. Martini fu quindi archiviato, dimenticato, perché “non poteva e non può stare nello stesso calderone degli Impressionisti. Solo Ghertrud Stein (1874-1946, scrittrice e poetessa americana che visse in Europa, perdipù a Parigi, e fu appassionata d’arte, n.d.r.) continuò a considerarlo, dicendo che ‘sarà ritenuto un eccellente pittore del secolo scorso’.
La modernità di Marcello Martini sta nella potenza e la forza delle sue immagini, potenza ancor più sottolineata dal fatto che apparentemente il suo tratto è, appunto, a legato ai classici: oltre ai quadri a figura intera delle nobildonne, anche nei paesaggi naturali o nelle ambientazioni cittadine che il pittore rappresenta c’è un’energia, una potenza espressiva alquanto rara. A differenza degli artisti d’avanguardia, provocatori nel loro spezzare l’immagine o renderla surreale, Martini è chiaro nella descrizione dei soggetti che ritrae.